SBAGLIA AD IMPUGNARE IL LICENZIAMENTO. IL GIUDICE CONFERMA LA CESSAZIONE DEL RAPPORTO.
Con ricorso depositato dinnanzi al Tribunale del Lavoro di Pesaro una lavoratrice esponeva di aver prestato attività lavorativa a favore di una società ricevendo un compenso minimo mensile fino a quando, a detta della lavoratrice, il datore di lavoro le avrebbe comunicato verbalmente di non presentarsi più al lavoro.
Sosteneva la lavoratrice che il rapporto di lavoro sarebbe dovuto essere un rapporto da qualificarsi subordinato ove ella si sarebbe messa a disposizione della società datrice di lavoro ed avrebbe assolto agli adempimenti riferiti dal datore di lavoro.
Sosteneva inoltre di aver maturato un rilevante numero di ore di lavoro e, di conseguenza, un cospicuo ammontare di retribuzione.
Chiedeva inoltre che venisse dichiarata la nullità del licenziamento.
Si costituiva in giudizio la società per il tramite dell'Avv. Valeria Beggin la quale, con una memoria di costituzione e risposta replicava alle accuse mosse dalla lavoratrice.
In particolare, venivano sollevate eccezioni di rito ponendo inoltre l'attenzione alla rappresentazione dei fatti svolta dalla lavoratrice.
Sono state evidenziate le attività del datore di lavoro che durante tutto il periodo del rapporto lavorativo ha sempre avuto pieno rispetto per le normative a tutela della sicurezza del lavoratore il quale peraltro aveva anche piena autonomia nello svolgimento della propria attività lavorativa.
L'Avv. Beggin ha evidenziato le plurime contraddizioni della lavoratrice facendo quindi emergere in giudizio che le doglienze ma soprattutto le richieste economiche della stessa risultavano errate sotto il profilo rituale e non giuridicamente fondate.
Con sentenza ormai definitiva il Giudice del lavoro ha pertanto rigettato integralmente il ricorso del lavoratore ed aderendo integralmente alla tesi difensiva ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto del tutto carente dei requisiti minimi obbligatori obbligando la lavoratrice anche al pagamento delle spese processuali a favore dell'Avv. Valeria Beggin .
Si tratta di una sentenza chiara che mette in luce come la decisione di impugnare il licenziamento o di richiedere differenze retributive da parte del lavoratore necessiti di particolare attenzione e molta conoscenza della materia per contro, una difesa tecnica in favore della società datrice di lavoro e costantemente aggiornata alla normativa giuslavoristica ha permesso di ottenere una ampia vittoria sotto ogni profilo, anche in punto di condanna alle spese circostanza, questa ultima, non facile da ottenere.











