REATO DI VIOLENZA SESSUALE - Art. 609 bis cp
Il reato di cui all'art. 609 bis cp si riferisce ad ogni ipotesi di costrizione a subire un atto sessuale ma non esclusivamente carnale bensì anche di natura "oggettivamente sessuale" ovvero quei comportamenti atti ad offendere la libertà sessuale della persona offesa.
In tema di violenza sessuale infatti si intende " atto sessuale
" la somma anche di atti di libidine, inclusi quindi i toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime, ne consegue che, per la configurabilità del reato, il requisito soggettivo consiste nella concreta idoneità della condotta a compromettere la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo.
Le pene previste per questo reato sono particolarmente severe " Chiunque, con
violenza
o
minaccia
o mediante abuso di autorità
costringe
taluno a compiere o subire
atti sessuali
è punito con la reclusione da sei a dodici anni
" .
Si può ritenere che ormai pacificamente vi sia una forte tendenza, da parte della Giurisprudenza, a valutare con "più favore" le deposizioni della persona offesa ovvero la vittima del reato, tanto da poter giustificare esse stesse anche ad una sentenza di condanna fondata quindi esclusivamente su quanto testimoniato dalla vittima appunto.
Si potrebbe dire pertanto che l'imputato goda di molte meno garanzie rispetto alla vittima oltre a scontrarsi con la grandissima difficoltà di riuscire a provare la sua ricostruzione dei fatti.
Nell'agosto del 2019 è stata inoltre introdotta la Legge 69/2019 c.d. " Codice Rosso
" volto a rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza e di genere inasprendone le pene e modificandone la procedura.
La vittima avrà infatti 12 mesi di tempo per poter denunciare i fatti ed, una volta appresa la notizia di reato, la Polizia Giudiziaria riferirà senza ritardo al PM il quale entro 3 giorni dall'iscrizione della notizia di reato dovrà ascoltare la persona offesa dal reato o chi ha denunciato i fatti.
E' importante evidenziare che molto spesso, nei procedimenti di violenza sessuale, un ruolo importante viene svolto proprio dal consulente della difesa, generalmente un medico, in grado di aiutare il legale nella difesa dell'imputato analizzando nel dettaglio l'attività di indagine che è stata svolta e le deposizioni della vittima.
L'Avv. Valeria Beggin, con l'aiuto di persone qualificate in materia, si è occupata ed attualmente si sta occupando della difesa dell'imputato di violenza sessuale assicurando una difesa tecnica qualificata rispetto alla grave accusa di colui che si vede costretto a vivere un vero e proprio dramma giudiziario e viene catapultato, in alcuni casi, anche attraverso accuse che non trovano alcun supporto documentale, in un processo penale con una accusa gravissima ed infamante in grado di avere ripercussioni anche sulla sua reputazione e, molto spesso, anche sulla sua vita personale.
Avv. Valeria Beggin











